Spilliamo Cultura – è sempre stato così semplice vivere da donna?

Buonasera cari readers,
rieccoci con un’altra tappa per questa rubrica di cultura, oggi parliamo della condizione femminile nel tempo. Oggi essere donna e vivere in società è tutt’altra cosa rispetto al passato, agi e libertà ci alleggeriscono gli umori ma un tempo com’era?

Per via della loro natura di femmine le donne nel tempo hanno dovuto sopportare e rimanere relegate a un ruolo secondario rispetto all’uomo, spesso trattenendo i propri animi di fronte alle ingiustizie. Ingiusto vero?

Spesso venivano ritenute come “oggetti” da usare a piacimento o per procreare il giusto erede, poiché la donna viveva sempre seconda al maschio di turno, nella storia si sono distinte alcune donne che hanno mostrato con scelte di grande importanza l’orgoglio e la forza caratteristici delle donne; dando voce col tempo e affermandosi grazie ai diritti di egual parità di genere.

Essere donna non è sempre stato semplice, un po’ la condizione fisica e un po’ la difficile realtà che circonda la donna media non lo rendono semplice. Gli stupri, i femminicidi e altro dimostrano tutt’oggi la difficoltà di accettare la diversità di genere. Convinti della debolezza sia fisica che mentale della donna sono molti gli uomini che svalutano al primo sguardo la donna, ma siamo davvero sicuri del loro piccolo ruolo nel mondo?

Con queste proposte, oggi, voglio rendere omaggio non solo a tutte le donne della storia, ma anche a noi stesse come donne e femmine di questo mondo. Anche noi abbiamo un importante ruolo e non valiamo certo meno degli altri, siamo tutti sulla stessa bilancia e peseremo tutto nello stesso modo!


Movies:

Little miss sumo

Little Miss Sumo è un documentario appena uscito su Netflix incentrato sul mondo delle lottatrici di sumo in Giappone; un cortometraggio poetico e potente che mostra la bellezza, il dolore e i sogni che derivano dall’essere una delle migliori lottatrici femminili del Nippon. Il documentario rivela la storia di Hiyori Kon, una studentessa e un prodigio di sumo che cerca di combattere le regole in cui negano alle donne di competere nello sport. E’ la sua voglia di non essere meglio agli uomini a rafforzarla in questa lotta per affermarsi nello sport che ha sempre amato fin da piccola.


A farmi scegliere questo cortometraggio da proporvi è sicuramente la forza della protagonista, che nascondendo e resistendo al dolore di ogni colpo subito, lotta per il suo ruolo e il suo sogno. Mi sono sentita anche io forte per lei guardandola semplicemente nel trailer, lo consiglio a tutti!

Suffragette

Maud Watts, interpretata da Carey Mulligan, operaia in una lavanderia dalla tenera infanzia, combatte per l’emancipazione femminile e il diritto di voto: gli sceneggiatori hanno scritto il suo personaggio basandosi su lettere e biografie di varie donne che, tra 1912 e 1918, erano entrate a far parte del movimento delle suffragette britanniche guidato da Emmeline Pankhurst (Meryl Streep nel film), fondatrice del Women’s Social and Political Union (WSPU), il cui slogan era l’evocativo deeds not words (azioni non parole). Un film emozionante e sicuramente brillante, ne sono stata colpita dai primi secondi del trailer su YouTube, la lotta per l’uguaglianza ormai è qualcosa di vecchio e dato per scontato, e tutt’oggi non si è ancora conclusa, perché il maschilismo è ben insediato nei cuori umani. D’altronde noi donne siamo riuscite ad ottenere diritti che fino a quel momento nessuno aveva mai immaginato. La nostra forza non è solo fisica, se aggiungiamo nostra resistenza e il nostro coraggio nell’affrontare gli ostacoli diventiamo più forti di maciste. Non vedo l’ora di potervi recensire questa stupenda pellicola!

The post

Steven Spielberg ha onorato le memorie ad una donna piena di coraggio e amore per il giornalismo, Katharine Graham, (interpretata da Meryl Streep), prima donna a dirigere una casa editrice di un importante quotidiano degli Stati Uniti. Katharine si ritrovò al vertice dell’azienda di famiglia, The Washington Post, dopo la morte improvvisa del marito Philip, a cui suo padre aveva in un primo momento lasciato il timone dell’azienda. Discendente da una famiglia ricchissima e politicamente influente, la Graham a quarantasei anni e madre di quattro figli, si ritrovò ad occupare un ruolo di leadership che la tradizione riteneva un privilegio maschile. “Kay” non si tirò indietro e mantenne le redini dell’azienda e nel 1972 pubblicò lo scandalo del Watergate su Richard Nixon, il suo articolo ricevette un gran clamore.
Un lungometraggio avvincente che ci narra la battaglia per i propri diritti per la libertà di parola in un luogo complesso, in cui Meryl Streep (un’attrice che ammiro moltissimo), sarà a capo del giornale che pubblicò decine di segreti governativi con coraggio e fermezza, senza tenere conto di ciò che avrebbero trascinato con sé queste pericolose rivelazioni. Tom Hanks e Meryl sono un duo incredibile che vi lascerà con il fiato corto ve lo assicuro! Sono davvero incuriosita, lo avete visto? Cosa ne pensate voi?

La lunga strada verso casa (1990)


Nel 1955 a Montgomery in Albania, la governante di colore Odessa Cotter ogni giorno si reca nella dimora di Norman e Miriam Thompson a cui reca i suoi servizi domestici e accudisce la loro piccola figlia Mary. Ma in città la tensione sale sempre più quando nella loro piccola comunità il razzismo affina i suoi artigli in profondità rendendo impossibile agli “uomini di colore” di utilizzare gli autobus e così tutti i laboratori li boicottano obbligandoli ad andare a piedi per andare a lavorare e per ritornare a casa. Odessa inizia a risentire la fatica del lungo tragitto anche a casa, dove l’aspettano il marito e i tre figli che accudisce con amore ogni giorno.
Una pellicola commovente che ritrae l’odio e il terrore che il razzismo si porta dietro, coinvolgendo donne, uomini e bambini di ogni età. Ma questa storia non è incentrata solo sulla discriminazione verso gli uomini di “colore”, ma soprattutto sul duro lavoro di una donna e non che una madre per affrontare con le unghie ogni ostacolo pur di far percepire alla sua famiglia la sicurezza di cui hanno bisogno.

Il colore viola


In Georgia, nei primi anni del Novecento, Celia, una adolescente di colore, viene violentata da quello che ritiene sia suo padre e dà alla luce due figli che le vengono portati via con altrettanta violenza. L’uomo la costringe a prendere come marito Albert, un vedovo con quattro bambini, di colore anche lui, uomo dispotico e manesco. A Celia non resta che l’affetto per Nettie, la sorella minore, che un giorno bussa alla sua porta in cerca di conforto e amore. Ma Celia non è che una donna in balìa della veemenza del marito, ancora più brutale del primo, comincia anche a insidiare Nettie, che lo respinge con tutte le sue forze. Cacciata da casa Nettie in seguito alla sua “ribellione”, alla povera Celie non resta che piegarsi alla vita da schiava. Riuscirà a rivedere la sua piccola sorellina e i suoi bambini? Celia e Netti sono riuscite dal primo istante ad infilarsi nel angoli più fragili dei nostri cuori, o almeno sicuramente nel mio, con questo lungometraggio dove incontriamo una donna “schiavizzata” dal marito aggressivo e allontanata da ciò che ha di più caro: la sua dolce famiglia. Un racconto che espone al suo spettatore, la violenza che le donne subivano considerate a quei tempi come “futili oggetti”. Non ho mai avuto la possibilità di vedere “il colore viola” visto che, nel 1985 non ero ancora nata, ma appena ne avrò l’occasione mi rifarò su questo film! Clara me lo ha consigliato, affermando che dopo averlo visto “tutto sarebbe cambiato e il mondo avrebbe avuto un colore in più“. E voi? La pensate come lei?

The Help

Siamo negli anni Sessanta, a Jackson nel Mississippi, Skeeter si è appena laureata e il primo lavoro che ottiene è presso un giornale locale in cui deve rispondere alla posta delle casalinghe. La sua mente però è più ambiziosa di quanto possano credere i suoi colleghi e così vedendo la fitta nebbia di razzismo che circonda la sua cittadella, consapevole che l’educazione dei piccoli, come lo è stata la sua, è nelle mani delle domestiche di colore, decide di raccontare la vita dei bianchi osservata dal punto di vista delle collaboratrici familiari ‘negre’ (come allora venivano dispregiativamente chiamate). Inizialmente scorge delle ovvie riluttanze, ma piano piano, in seguito ai racconti riesce a farsi un nome nel giornale, e il libro di Skeeter comincia a prendere forma e a non essere più “suo” ma delle donne che le confidano le umiliazioni subite.
“The Help” è un’opera cinematografica come poche: forte e coinvolgente. Skeeter sarà la portavoce di tutte quelle donne che hanno patito gli oltraggi solo a causa del loro colore della pelle, grazie a lei riusciranno finalmente a camminare a testa alta. Ma quali saranno i danni collaterali che Skeeter affronterà dopo queste sue pubblicazioni? Considero questo film davvero interessante, poiché una storia come questa indubbiamente non l’avete mai vista!

On the basis of Sex

Una Giusta Causa è la storia vera di Ruth Bader Ginsburg (Felicity Jones), una delle nove donne che nel 1956 viene accettata al corso di legge dell’Università di Harvard, ma che, nonostante il suo talento, viene rifiutata da tutti gli studi legali proprio perché donna. Sostenuta dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon (Kathy Bates), la donna apre un processo sul proprio controverso caso di discriminazione di genere. Nonostante il nutrito numero di oppositori, Ruth riesce a ottenere la sua vittoria in tribunale, creando con il processo un precedente nella storia legale statunitense. Il film è un tributo a Ruth Bader, seconda donna a essere nominata Giudice della Corte Costituzionale, nonché una delle figure più influenti del nostro tempo. Le lotte di Ruth per ottenere la parità dei sessi sul lavoro sono un invito, più attuale che mai, a ogni donna a non farsi sopraffare da una cultura maschilista in ogni campo.
The basis of sex è la biografia di una donna (Ruth Bader Ginsburg) straordinaria che volle rendere il suo sogno reale ad ogni costo. Una pellicola bellissima, che ho l’occasione di vedere qualche mese fa, e devo dirvi che non mi ha deluso. Racconta ogni peripezie e ogni fallimento che Ruth ha dovuto affrontare per diventare Giudice della corte costituzionale, in un secolo dove le donne non avevo nemmeno il diritto di voce.
Nel caso vorreste dare un’occhiata più approfondita sulla mia recensione del film potete cliccare su questo.


Serie TV:

The bold type


The Bold Type è una serie Tv del 2017, narra le vicende di tre spericolate migliori amiche (Jane, Kate e Sutton) che lavorano per Scarlet, una rivista globale femminile americana di moda, spettacolo, sport e amore. Oltre al lavoro, dovranno fare i conti con le loro vite ingiuriose a New York mentre impareranno a scovare le loro voci, identità, propri sogni e l’amore.
Tre femministe audaci che grazie alla loro amicizia riusciranno a colmare a grandi passi la distanza per realizzare i loro sogni. Una fiction immersa nel rosa che ho adorato subito leggendo su internet questa sinossi intrigante. La loro forza è sicuramente l’amore che provano l’una per l’altra, che dona ad ognuna il coraggio per affrontare ogni difficoltà. Kate, Sutton e Jane sono belle, energiche e ambiziose che vogliono mostrare al mondo la loro
intelligenza. Ma le tentazioni e l’amore sono sempre dietro all’angolo, riusciranno le nostre ragazze a non cedere al fascino del successo?

La fantastica signora Maisel


Miriam ‘Midge’ Maisel è una donna newyorkese del 1958 che dalla vita ha avuto tutto quello che ha sempre desiderato – il marito ideale, due bambini e un elegante appartamento nell’Upper West Side, perfetto per organizzare le cene per lo Yom Kippur. La sua vita perfetta prende però una direzione inaspettata quando scopre di avere un talento nascosto.
Questo porta Midge a intraprendere una rotta che finisce ben presto col condurla dalla sua comoda vita in Riverside Drive ai nightclub del Village, travolgendo il mondo del cabaret, dove comincia ad affermarsi tra non poche difficoltà come la prima comica stand-up della storia.
Una storia in cui è impossibile non sorridere, Midge è una donna straordinaria, non si è mai arresa di fronte alle difficoltà che le negavano di essere una comica stand-up famosa, l’intensità con cui rovescia il mondo del cabaret è a dir poco incredibile. È affascinante e divertente come film, rende omaggio ad una donna urla a pieni polmoni si essere ascoltata e accolta in un mondo dove le donne come lei non avevano alcun posto.
Mi incuriosisce molto e con ogni probabilità lo vedrò!

Glow


Ruth Wilder è un’attrice disoccupata nella Los Angeles degli Anni ’80, trova la sua ultima chance per entrare di nuovo nel giro vizioso delle star-system: il mondo tutto glitter e fibra sintetica del wrestling femminile, cercando di realizzare i proprio sogni con le maniere forti e un pizzico di femminilità.
In Glow le ambientazioni, i costumi, i movimenti di macchina, la fotografia: tutto è perfettamente ricostruito tanto da far sembrare questa nuova perla seriale di Netflix non solo uno show atto (anche) a omaggiare il mitico decennio, ma una serie proveniente direttamente dai grandiosi 80s.
Una fiction ammaliante che vi divertirà molto, grazie allo stile inconfondibile degli 80s, dove essere stravaganti era di moda. Ruth rinnoverà il suo look, ma che il suo fisico per far parte di questo team eccentrico di wrestling femminile.
È una serie Tv particolarmente innovativa dove vedremo delle donne sfavillanti combattere l’una contro l’altra senza pietà. Se volete sapere un parere continuate a seguirci, perché Clara lo sta vedendo e prossimamente ne parlerà!


Books e fumetti:

Anna karenina

Anna Karenina (Lev Tolstoj, 1877). Forse un po’ a sorpresa, in quanto non sempre questa figura viene legata al tema dei diritti delle donne. Quando invece dovrebbe. Perché Anna Karenina, nella Russia ottocentesca, è innanzitutto questo: una donna che decide di lottare contro il perbenismo e il conformismo sociale, contro tutto e tutti per seguire i suo sentimenti, la sua voglia di vivere in maniera indipendente, il suo bisogno di amare e di essere amata.
Un libro bellissimo che narra le vicende di Anna, una donna sedotta dai suoi desideri, che possiede tanta voglia di vivere in un mondo in cui le tentazioni erano portatrici di scandali e diffamazioni. Uno spirito libero che vive celando i suoi sentimenti contrastanti. Anna ci porterà ad esplorare i suoi più intimi desideri, riportando alla luce un po’ anche I nostri. Un romanzo che aggiungerò senza dubbio alla mia lista infinita di libri da leggere!

Una donna spezzata

Una donna spezzata (Simone de Beauvoir, 1967). Tre parti, tre racconti, tre donne: una casalinga, una studiosa, una madre. Donne che vengono messe in crisi in una società nella quale, troppo spesso e troppo violentemente, non si riconoscono. A fine anni ’60s quest’opera è un autentico libro di culto per chi, in quegli anni, si è battuto per i diritti delle donne. Un romanzo tuttora attuale.
Tre peripezie molto simili fra loro, tre donne con molti fallimenti alle spalle, le vedremo rompersi a pezzi e sprofondare in una solitudine che, forse già qualcuno di noi ha provato a modo suo. Un’opera narrativa toccante che ci ricorderà di dover sempre andare avanti anche se dovessimo trascinarci a terra. Stupendo è un aggettivo che non si addice
minimamente alla bellezza di questo libro, che spero di leggere il prima possibile!

Donne senza paura


Fino a 150 anni fa, le donne erano considerate un «oggetto» da possedere, prima dal padre e poi dal marito, loro, però, non possedevano niente, neppure i vestiti che indossavano. Non avevano nessun diritto sui figli, ed era considerato inutile farle studiare. Non potevano testimoniare in tribunale perché considerate «mentalmente deboli». E, ovviamente, non potevano votare. Ma, alla fine dell’Ottocento, in America e in Inghilterra, qualcosa cominciò a cambiare, grazie a un gruppo di donne disposte a rischiare addirittura la vita per affermare il diritto a esistere della parte femminile della società.
Questo fumetto narra e ci mostra le vicende che tutti dovremmo conoscere. È il viaggio delle nostre antenate che hanno lottato per far arrivare fino a oggi i nostri attuati diritti e convenzioni sociali. È l’illustrazione di molte donne che hanno combattuto per la parità dei sessi e un ruolo nella società, come: dall’antischiavista Sojourner Truth a Olympe deGouges, che scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, da Margaret Sanger, che creò la prima clinica per le donne, fino a Malala, che ha ottenuto il premio Nobel per la pace, e alle numerose donne del movimento #Metoo. Un libricino illustrato dove troverete i nomi delle donne più coraggiose dei nostri tempi, io l’ho amato moltissimo sin dalle sue prime vignette e sono sicura che piacerà anche a voi!

Cara Ijeawele

Cosa significa essere femminista oggi? Per prima cosa reclamare la propria importanza, di individuo e di donna insieme; reclamare il diritto all’eguaglianza senza se e senza ma. E cosa significa essere una madre femminista? Non smettere di essere una donna, una professionista, una persona, e condividere alla pari la responsabilità con il proprio compagno. Mostrare a una figlia le trappole tese da chi la vuole ingabbiare per mezzo della violenza, fisica o psicologica, in un ruolo predefinito, e spiegarle che quel ruolo non ha nessun valore.
La sua voce, che sa essere intima e allo stesso tempo universale, ha saputo dare vita a un manifesto necessario in un presente in cui dobbiamo imparare a vivere la differenza per poterci ancora dire umani.
Un romanzo splendido che racconta l’amore di una madre per una figlia, il voler insegnarle che il suo “sesso” non è un suo punto debole, ma bensì un punto di forza. Le raccomandazioni per la figlia che leggiamo nella trama, solo le di vitale importanza per ogni donna che vuole vivere a testa alta, per la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. Ti attira a sé come una calamita, non appena ne leggi la sinossi, non puoi far a meno di voler saperne di più. Sono curiosa di leggerlo e voi?


Spero che i miei consigli cinematografici e letterari vi siano stati utili per capire e approfondire ciò che hanno subito le nostre discendenti per arrivare ad avere i pari diritti di genere che abbiamo oggi.

Avete visto o letto uno di questi? Oppure non siete d’accordo con le mie proposte?
Fatemi sapere nei commenti la vostra!

Support Me on Ko-fi !

La vostra Sara e Cla!

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