-Parole scritte- “127 Hours”. La vera storia di Aron Ralston, rimasto imprigionato in un canyon nello Utah.

Buonasera Readers! Oggi vi porterò nello Utah a scoprire la peripezia di Aron Ralston, un racconto straziante che rapirà i vostri occhi durante tutta la durata del film. Disperazione, frustrazione sono le comparse più forti di questa pellicola. Fatevi avanti a scoprire meglio la nostra recensione!

127 ore in cui la sofferenza e la solitudine andranno a braccetto. 

Titolo originale: 127 Hours.
Genere: Drammatico, Avventura, Biografico. 
Regia: Danny Boyle. 
Attori: James Franco, Kate Mara, Amber Tamblyn.
Paese: Gran Bretagna, USA. 
Durata: 94 min. 
Distribuzione: 20th Century Fox.

Aron Ralston,  è un’amante dello sport e possiede uno spirito libertino.
A soli 26 anni conosce il Blue John Canyon dello Utah come le sue tasche, e durante una delle sue giornate avventurose nel Canyon nel mentre fa biking e trekking con le cuffiette alle orecchie immerso nei paesaggi mozzafiato, incontra due escursioniste in cerca di un po’ di adrenalina. E Aron sarà la loro dose giornaliera di Adrenalina, si presteranno in tuffi stravaganti e risate, una giornata incredibile, che però non ha un lieto fine.. Si separa dalle ragazze e continua il suo trekking scendendo un crepaccio, un passo falso e ritrova il suo braccio immobilizzato tra questo e un masso vecchio di milioni di anni e la roccia del Canyon, praticamente senza acqua e cibo. 

Come fará il nostro protagonista a sopravvivere per 5 giorni con un braccio bloccato senza impazzire o perdere le speranze?

Aron è un’uomo spensierato che ama l’avventura, e che vive di piccole cose, ma il suo spirito solitario sarà il nemico più grande che potrà mai avere. Giovane e pieno di energie, un guerriero senza armatura che riuscirà a sopravvivere cinque giorni con un braccio che piano piano avrà delle sfumature violacee, con una mente che inizierà a vacillare e un corpo di cui non avrà più il controllo. 

Sarà la sua videocamera ad aiutarlo a mantenere la sua mente lucida. 

Kristi e Megan sono due viaggiatrici che vivono di nuove peripezie, e la loro nuova scappatella dalla routine è proprio un giro all’interno delle caverne del Canyon, caverne che grazie alla luce del sole hanno delle sfaccettature di diversi colori vivaci e intensi. Incontreranno il nostro Ralston durante la solita corda in bici e lui sarà la loro guida e si divertiranno moltissimo assieme, come se si conoscessero da anni. 

Le interpretazioni degli artisti sono magnifiche, vengono svolte fluidamente e riescono a esprimere tutte le emozioni, che siano belle o brutte: come l’incontro di un nuovo amico, o come la disperazione per le ore continue fermo nella stessa posizione, la fama e la sete che si accorrono ad incontrarlo sempre più. 

La vicenda reale di Aron Ralston ha offerto al pubblico un’emozionante storia che ci farà venire un grugno alla gola. Il regista Danny Boyle è bravissimo a cogliere i momenti più difficili del racconto e renderlo appetibili a tal punto da non permetterci di muoverci prima della fine della pellicola. 
Nel racconto noteremo diversi flashback che daranno un senso più soave e nostalgico al suo terribile incidente. 

Un film stuzzicante che narra una storia piena di dolore, rimpianti e solitudine. 127 ore di suspense e disagio che sentiremo scorrerci nelle vene. Aron è riuscito a interpretare al meglio il suo ruolo donando a ognuno di noi emozioni forti e mentalmente scioccanti. 

Le sceneggiature sono bellissime e coinvolgenti, non mancano mai di dure prove fisiche e mentali, e i dialoghi non sono mai noioso o pesanti, anzi sono proprio loro ad attaccare la platea allo schermo del pc. 

Il montaggio è eccezionale, poiché ricostruisce gli dell’odissea di un’uomo in mezzo alle rocce, un lavoro che sicuramente non sarà stato facile da portare a termine. 
I costumi e i compiuti grafici erano estremamente ben definiti, il team cinematografico ha eseguito un ottimo lavoro, rendendo ancora più tangibile ogni avvenimento del film. 

Danny Boyle ha dietro di sé una grande impronta che lo fa eccellere in ogni suo film, tra le sue opere più conosciute abbiamo: “In Trance”, “Elephant”  e “Steve Jobs”. Storie che hanno avuto molto successo e che non verranno mai scordate. 

James Franco è un’attore nobile, il suo nome è molto noto dal primo “Spider Man del 2002”, “L’alba del pianeta delle scimmie”, “Queen of the desert”, lungometraggi stupendi che hanno accumulato negli anni moltissimi fan e che tutt’oggi sono amatissimi. 

Una pellicola completa e stupenda, che non manca mai di adrenalina, suspense e voglia di vivere che non ci abbandonano mai. Una storia che rievoca in modo esemplare il vero incidente di Aron e la sua flotta per sfuggire alla morte, ma non ne uscirà illeso. 
Starà a voi scoprire cosa gli accadrà e come riuscirà a scampare al sonno eterno. 

Vi consiglio di leggere anche il libro ” 127 ore intrappolato dalla Montagna “, che secondo me è ancora più bello del film, poiché potremo far volare la nostra immaginazione sui personaggi e sulle vicende drammatiche di questa narrazione. 

Titolo originale: 127 Ore intrappolato dalla Montagna. 
Genere: Narrativa moderna e contemporanea.
Editore: Rizzoli. 
Data uscita: 26/01/2011. 
Pagine: 320. 

Curiosità:  
Inizialmente perplesso di fronte alle fantasiose scelte stilistiche del regista Danny Boyle e per la difficoltà emotiva a dover ripercorrere la brutta disavventura, lo sfortunato escursionista ha collaborato alla realizzazione del film, mettendo a disposizione il proprio materiale video e tornando al Blue John Canyon in una data particolarmente significativa, il settimo anniversario del suo incidente.

The original Aron Ralston.

La vostra Sara.

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