-Parole scritte- “Una giusta causa”, la vera storia di Ruth Ginsburg e la sua lotta per i diritti delle Donne.

Good evening #readers! Stasera vi presenterò un film bellissimo, dove la giustizia è la protagonista onnipresente. Una storia di una guerriera che ha combattuto contro la descriminazione sessuale e che chissà se la vincerá o meno, resta a voi scoprirlo!

Buona lettura!

Titolo originale: On the Basis of Sex. 
Regia: Mimi Leder. 
Interpreti: Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux, Sam Waterston, Kathy Bates, Cailee Spaeny. 
Distribuzione: Videa. 
Durata: 120′ minuti. 
Origine: Usa 2018.

“Una giusta causa”, inizia nei tardi anni Cinquanta quando Ruth Ginsburg, detta Kiki, inizia con entusiasmo a studiare legge ad Harvard, come il marito che frequenta il secondo anno. Alla presentazione dei corsi vede pochissime donne e un preside di facoltà che continua a parlare di “Harvard Men”, uomini di Harvard. E alla cui cena Kiki dovrà spiegare il perché della sua scelta di diventare avvocato, come se il voler fare l’avvocato non fosse già un motivo. Una volta finiti gli studi, dopo la malattia del marito e trasferimento a New York per seguirlo nel nuovo lavoro, Kiki sperimenta, anche in una città grandissima, la difficoltà a trovare lavoro. Tutti considerano il mestiere di avvocato una cosa da uomini.

“Se la legge fa differenze in base al sesso, come raggiungeranno donne e uomini l’uguaglianza?”

L’unico lavoro che riuscirà a trovare è per una classe di diritto specializzata in descrizioni di genere. Questo insegnamento le donerá la sua chance per avere un caso in tribunale, una causa di diritto tributario: una legge secondo la quale un uomo (celibe e con una mamma anziana) non verrebbe riconosciuto come caregiver, cioè assistente. La legge è fatta solo per le donne. 

Come riuscirà a portare in tribunale una legge che per anni ha emancipato le donne per il loro sesso? 

Ruth è una donna dolce e amorevole, che affronterà la discriminazione sessuale in prima persona quando si iscriverà alla facoltà di Legge ad Harvard in una classe piena di uomini che sminuiscono la sua intelligenza e la sua determinazione. Nonostante le loro parole, lei studierà moltissimo e riuscirà a raggiungere il suo scopo, diventando una delle prime donne ad uscire da Harvard con gli studi di Legge. 

Martin è un marito gentile e tenero, iscritto al secondo anno di Legge a Harvard, è uno dei alunni più bravi del suo corso. Sostenerà Ruth in ogni suo passo verso la lunga strada per avere anche lei un fetta di diritti che gode il sesso maschile. Le starà accanto e l’aiuterà a non perdere le speranze anche durante i momenti più bui nell’uguaglianza dei diritti umani. 

Ma quando Martin si ammalerá, come farà Ruth a stargli affianco e allo stesso tempo, seguire le sue lezione?

Jane è la loro figlia più grande e anche la più ribelle in famiglia. Una giovane donna che vede la madre sempre impegnata negli studi e di conseguenza non riesce a dedicarle neanche cinque minuti per ascoltarla e capirla. Il loro rapporto diventa sempre più critico e Ruth non riuscirà a calmare i bollori della sua bambina. 

Jane è molto più di ciò che mostra con la sua indole libertina. 

Le performance degli interpreti sono molto affascinanti, riescono con grande spirito guerriero nel loro intento di mostrarci le forti emozioni che questo genere di film pretende: rabbia, emancipazione e solitudine sono i principali “antagonisti” di questa narrazione tributaria. 

L’opera vi rapirà grazie alla sua narrazione arricchita dai nostri protagonisti in grado di incollarvi allo schermo fino alla fine del film. Una storia senza eguali e senza tempo, che riporterà la sua platea negli anni cinquanta e ai duri tempi in cui le donne erano escluse persino dalla legge. 

Un secolo privo di qualunque diritto per il sesso femminile, le donne non potevano avere degli straordinari, non potevano lavorare nelle mansioni in cui si richiedeva molta forza fisica in quanto nominate “fragili”. 
Gli essere umani erano divisi in due, uomini e donne come se fossimo di tutt’altra forma, ma l’essere umano è un genere unico. 

Ma se è l’intera costituzione legislativa a dire il contrario, come può la mente umana darle torto? 

La direttrice artistica Mimi Leder è virtuosa e molto scaltra, al tal punto, da essere riuscita a rievocare sublimemente la battaglia per l’equità dei diritti femminili e maschili. Una lotta che per anni ha messo in gran difficoltà le donne di tutto il mondo, scatenando l’indignazione e la loro rabbia, ma anche incoraggiandole a non smettere mai di sperare in una parità dei diritti per ogni singolo individuo, che sia uomo o donna. 

Mimi Leder ha orchestrato svariati film molto famosi, tra i quali: “Deep Impact“, “The Code” e “Woman with a Past“, capolavori che si presentano da soli grazie al loro clamore. 

Voi ne avete visto qualcuno? Se si, quale?  Commentate!

Felicity Jones è una Star con la “S” maiuscola, bravissima e giovanissima, ma con un passato impreziosito da svariate opere cinematografiche, come: “Rogue One: A Star Wars Story“,  “L’abbazia di Northanger” e “Inferno” ; pellicole famosissime  per le loro scenografie incredibili e ben accurate. 

Le sceneggiature sono molto interessanti, grazie ai loro particolari costumi e la precisione storica sbalorditiva che sono riusciti a ricreare. I dialoghi non sono mai spogli o noiosi, anzi nonostante il contesto a volte possa sembrare pesante o ripetitivo, il film facilmente ad ogni suo spettatore. 

Un lungometraggio classico, ma allo stesso tempo moderno poiché ancora oggi persiste in molteplici paesi e per fattori ed elementi diversi, come il colore della pelle o l’orientamento sessuale.

Curiosità.
On The Basis Of Sex, vuol dire, letteralmente “in base al sesso”, una formula che si usa ogni volta che si parla di discriminazioni di genere, discriminazioni che avvengono, appunto, in base al sesso.

Ruth Joan Bader Ginsburg (Brooklyn, 15 marzo 1933) è una magistrata statunitense, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Ginsburg fu nominata dal Presidente Bill Clinton ed entrò in carica il 5 agosto 1993. È una delle quattro donne che abbiano mai fatto parte della Corte Suprema, assieme a Sandra Day O’Connor (attualmente in pensione), Sonia Sotomayor ed Elena Kagan (entrambe in carica). Per gran parte della sua carriera, Ginsburg si è occupata dei diritti delle donne, promuovendo l’uguaglianza di genere. Nel 2009 è stata inserita da Forbes tra le 100 donne più potenti. 

La Vostra Sara.

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