-Parole Scritte- “Pandora”.

Good Monday Readers! Questo pomeriggio vi proponerò un film Made in South Korea, dalle tinte drammatiche ma pieno di azione e coraggio. Un’opera maestosa che vi ammalierá tantissimo.

Buona lettura!

” Andate lontano, il più lontano possibile..”

Genere: Azione, Drammatico.
Anno: 2016.
Regia: Park Jung-Woo.
Attori:  Kim Nam-gil, Kim Ju-hyeon, Kim Dae-Myung, Jeong Jin-young, Moon Jung-hee, Kang Shin-il, Lee Gyeong-young, Yoo Seung-Mok, Ju Jin-Mo.
Paese: Corea del Sud.
Durata: 136 Min.
Distribuzione: Netflix.

Pandora, diretto da Jong-Woo Park, è la storia di Jae-Hyeok (Kim Nam-Gil), giovane della Corea del Sud che vive con la madre, la cognata (Moon Jung-Hee) e il nipote Min-Jae (Bae Gang-Yoo). Nella sua cittadina pittoresca vicino alla città portuale di Busan, viene costruita una centrale nucleare, che crea molti posti di lavoro e di conseguenza un grande fervore tra gli abitanti.L’unico contrariato è proprio Jae-hyeok (Kim Nam-gil) , che a causa di un incidente nella centrale ha perso il padre e il fratello. Nonostante ciò, però, il ragazzo per mantenersi lavora ugualmente nella struttura che tanto detesta.Quando la corrosione e un improvviso terremoto fanno esplodere la centrale, la cittadina precipita nel panico e Jaey-hyeok insieme ad alcuni collaboratori si vede costretto a tornare nel pericoloso impianto, rischiando la sua stessa vita, per proteggere i suoi cari, l’intera nazione e scongiurare un disastro nucleare.

Jaey-hyeok è un ragazzo coraggioso, che ha sulle spalle la perdita di un padre e un fratello che amava moltissimo, e una madre severa ma che farebbe di tutto per il bene di suo figlio. Jaey lavora a suo malgrado nella centrale a causa della povertà che la sua adorata cittadina risente negli ultimi anni, ma lui ha progetti più grande per sé e per la sua famiglia. Ma quando la fusione nucleare si imbatte su di loro, riconsidererá i suoi piani e farà qualunque cosa per salvare i suoi cari.

Yeo-Ji è una ragazza dolce e dai leggeri lineamenti, ma ha un cuore molto forte e sarà proprio lei a prendersi cura della famiglia di Jaey-hyeok, mentre lui rischia la vita nella centrale nucleare. Yeo è la ragazza del nostro protagonista (Jaey), premurosa e gentile, sarà il filo conduttore che recepirá informazioni da Jaey alla sua famiglia.

Kim Young-Ae è una la madre di Jaey-hyeok, una donna severa e testarda, che già in passato a causa di quella maledetta centrale ha visto con i propri occhi la morte del suo primo figlio e di suo marito. Durante il lungometraggio la vedremo rappresentare diverse emozioni, come la paura di non sapere dove e come sta il figlio dopo l’incidente nucleare, la nostalgia di lasciare tutto ciò a cui appartiene per salvare la pelle, e infine il dolore del risultato di quel disastro nucleare che le ha portato via tutto ciò che più ama.

Kim Myung-min è il presidente della Corea del Sud, un’uomo dai solidi principi e da un buon cuore, ma che anche lui all’inizio verrà accecato dalla paura di una nazione sotto il caos e dalla perdita di credibilità della sua posizione politica. Il suo buon senso verrà risvegliato quanto capirà a pieno la serietà della situazione, e dal quel momento farà di tutto per salvare più persone possibili.

Riuscirà nel suo intento? Potrete scopritelo solo guardando questa bellissima opera cinematografica.

Jeong Jin-young è un uomo onesto e diligente, che sin dall’inizio sarà contrario agli ordini dei suoi superiori anche al costo di rimetterci il suo posto di lavoro. Pertanto sarà nella prima linea di soccorritori quando la centrale esploderà e si farà in quattro per salvare almeno quelle poche vite che sono rimaste.

La sua coscienza sarà per lui in suo “tallone d’Achille“.

Le interpretazioni degli attori sono spettacolari, ogni artista risplende al meglio nel suo personaggio. Riescono a trapassare ogni loro emozione alla loro platea, come solo pochi e buoni attori riescono a fare.

L’opera è incentrata sulla paura di popolo che è paralizzato dall’idea di dover morire e lasciare i suoi cari. La paura di morire è il nostro nemico più pericoloso. Un lungometraggio bellissimo pieno di azione e colpi di scena che incolleranno i vostri occhi e cuori allo schermo.

Dolore e terrore sono le emozioni vigenti della pellicola cinematografica, illustrate grazie alle scene di massa caotiche e effetti speciali solidi, che colpiranno sicuramente ogni suo spettatore.

Le sceneggiature sono ben eseguite e i dialoghi non sono mai noiosi o pesanti. Un ottimo montaggio che intreccia una scelta di costumi e dei compiuti grafici estremamente efficaci e accurati.

Kim Nam-gil è un attore bravissimo e molto poliedrico che ha già interpretato diversi personaggi come Lee Yoon-ki in “One day“, come Jang Yoon-ho in “Hand Phone” e come Soo-In in “Lovers Vanished“. Tutti lungometraggi di grande clamore e che hanno avuto un alto tasso di vendite.

Park Jung-Woo è un regista fenomenale dalle grandi doti cinematografiche, che nel passato possiede molti successi come: “Last Present“, “Jail Breakers“, “Deranged“, opere che sin ad oggi sono riconosciute e amate.

Avete visto qualcuna delle sue pellicole? Se si, quali? Segnalate nei commenti, spiegandomi in poche righe cosa vi è piaciuto di più nel film!

Il messaggio che la pellicola ci urla contro è ben chiaro a tutti,” L’unione fa la forza, ma se quest’unione viene spezzata anche da una sola persona, per paura o egoismo verremo privati della nostra umanità”.

E per voi qual’e il messaggio più importante di questo film?

Una storia che rievoca in modo molto evidente il disastro giapponese di Fukushima Dai-ichi del 2011, in cui riscontriamo un popolo impaurito in contrasto con il governo di Seoul e i gestori degli impianti che provarono a nascondere ad ogni mezzo la fusione della centrale e dall’altro fronte, migliaia di cittadini nel totale caos e terrore.

                        NOT TO FORGET.

Alle 14:46 ore locali, largo delle coste nord-orientali del Giappone, nella regione di Tohoku, la terra, a 30 chilometri di profondità, trema: una scossa di magnitudo 9, che fa innalzare le acque sovrastanti fino a generare uno tsunami con onde maggiori di 10 metri (fino a 40 raccontano le cronache, come registrato nella città di Miyako, nella prefettura di Iwate, tra le più colpite dal maremoto).

Le onde dello tsunami viaggiano fino ad abbattersi sulla costa, lasciando numeri spaventosi a testimonianza del loro passaggio: almeno 15.700 i morti, oltre 4.600 i dispersi, 130 mila gli sfollati, 332 mila gli edifici distrutti. E ancora: migliaia di strade e decine di ponti e ferrovie distrutte dalla forza dell’acqua.

Ma a peggiorare il bilancio dell’11 marzo 2011 è senza dubbio l’incidente avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, il peggiore che la storia ricordi insieme Chernobyl, col quale condivide il triste primato di incidente di livello 7 (il più alto) nella International Nuclear Event Scale (Ines).

Alcuni dei sopravvissuti al disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi.

La vostra Sara.

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