-Parole Scritte- “Number 7 room’s Gift”.

Buona lunedì Readers!
Oggi vi parlerò di un film della Corea del Sud, come avrete notato sono tra i miei preferiti. Miracle in Cell No. 7 è un film che vi stringerá il cuore talmente forte, quasi da sentire una mano su di esso. Però l’unica pecca, è che ha solo i sottotitoli in inglese, ma vi assicuro che la traduzione è semplice.


” Dad, you are not a bad guy”.

Titolo originale: Miracle in Cell No. 7
Genere: drammatico.
Durata: 127 ca.
Paese: Corea del Sud.
Anno: 2013.

Ryoo Seung Ryong: padre, Young-Goo.
◾Park Shin Hye: Yea Seung (la figlia cresciuta).
◾Regista: Lee Hwan-Kyung.
◾Kal So-Won: Yea Seung (la figlia da bambina).


Young-Goo si ritrova a crescere da solo la sua piccola Yea Seung. Nonostante l’uomo soffra di un ritardo mentale ma che alleva la figlia con affetto e dedizione. Accusato ingiustamente di un crimine che non ha commesso, l’uomo viene arrestato e rinchiuso in prigione. Invece di ricevere aiuto per la disabilità molto percettibile, viene costretto a confessare con l’inganno. Velocizzando la chiusura del caso ignorando i basici principi di presunzione di innocenza. Una della regole più importanti del mestiere di poliziotto.

I suoi compagni di cella nonostante all’apparenza sembrino solo dei buoni a nulla, si rivelano persone di gran cuore e aiuteranno Young-Goo a mettersi in contatto con la sua amata bambina durante la sua permanenza in prigione. Anni dopo toccherà alla figlia, ormai cresciuta, dimostrare la sua innocenza.

Young-Goo è un’uomo premuroso e sensibile, che ama moltissimo la propria piccola Yea, al tal punto di fare qualunque cosa per il suo bene.( Capirete meglio di cosa sto parlando soltanto durante la visione del film!) Anche nei suoi momenti peggiori non fa altro che pensava alla sua piccola Saylor Moon. Un legame fortissima, ma che le mani sporche dell”ingiustizia ha spezzato.

Yea Seung, una bambina intelligente e perspicace che nonostante la sua tenera età, aiuta il padre e lo accudisce con cura. Lei farebbe qualunque cosa per poter riabbracciare il padre come faceva da bambina, ma un immorale giustizia non glielo permette più.

Park Shin Hye, “Yea Seung” , è un’attrice bellissima e molto talentuosa, che riesce a fiorire completamente nella sua sceneggiatura. È una giovane donna dotata di molta speranza, pazienza e una considerevole volontà per giunge in quella aula davanti al giudice e provare l’innocenza indiscutibile del suo eroe. L’uomo che più ha amato al mondo, suo padre.

Un film toccante che porterà i vostri occhi a uscire dal loro alveo inconsciamente. Amore e dolore non mancano sicuramente nel palcoscenico di questo magnifico drama.

Il regista Ryoo Seung Ryong, possiede una mente meticolosa; egli riesce a mettere in piedi un ottimo film, con un’interessante combinazione di genere drammatico e genere comico, lasciando i nostri occhi pieni di lacrime ma anche di dolci sorrisi.

Le recitazioni degli artisti sono sbalorditive e delicate, mentre i dialoghi, anche se in inglese, risultano semplici e mai noiosi.

Il melodramma ha tenuto incollati i suoi spettatori nella visione del film lasciandoci con l’amaro in bocca. Le sue sfumature sono strazianti ma allo stesso tempo bellissime.

Ryoo Seung Ryong, il nostro protagonista ha, nella sua carriera, molti film che hanno fatto gran fragore come: The front line, extreme Job, Seoul Station. Qualcuno di voi li ha già visti? Se si, quale mi consigliate?

Il Montaggio è realizzato in modo grandioso e le luci hanno le tonalità giuste, grazie ad essi la grafica riesce a concretizzarsi nelle sue scene più ottimali.

I costumi per voi sono stati adeguati? A parere mio assolutamente si!

Un lungometraggio toccante e divertente allo stesso tempo, notiamo da subito l’amore indescrivibile che un padre prova per una figlia e il loro legame eterno. E sarà proprio il loro amore reciproco a rendere questo film stupefacente!

 “ È per questo che sono diventata un avvocato, per ripulire il nome di mio Padre dalle false accuse. “

     Curiosità :

Il titolo provvisorio del lungometraggio era “12 Wol 23 II” (letteralmente “23 Dicembre”).

Nel 15 Marzo 2013, “Miracle in Cell No.7” è diventato il quarto film più venduto in assoluto in Corea del Sud.

Troviamo delle similitudini sulla storia del film in “I Am Sam“, di produzione americana del 2001.

Sam Dawson è un uomo con gravi problemi mentali che cresce la propria figlia Lucy grazie all’aiuto di uno straordinario gruppo di amici. I problemi, però, aumentano quando Lucy compie sette anni e sviluppa capacità intellettive superiori a quelle del genitore. Per questo un’assistente sociale vorrebbe darla in affidamento ad una famiglia più adeguata. Di fronte a questa ingiustizia, Sam decide di dare battaglia al sistema con l’aiuto di Rita Harrison, abile ed efficiente avvocato con manie di perfezionismo che, all’inizio, accetta il caso come sfida nei confronti dei colleghi.

Notiamo diverse analogie tra i due film: due padri che crescono da soli una figlia, due uomini con dei ritardi mentali ma nonostante il loro Handicap riescono a crescere in modo esemplare le loro amate bambine.

Entrambi i padri proveranno sulla loro pelle le dure e ingiuste leggi che li separerà dalle loro figlie, che però nonostante la distanza l’amore non diminuirá mai ma anzi crescerà sempre più.

Il film percorre le traversie legali e affettive di un disabile che ha in corpo un pizzico di genio e una quantità d’amore straripante, lungo la linea della commedia drammatica familiare che affascina il cinema americano indipendente di oggi.

Stupenda colonna sonora ” All Beatles ” che rende il film ancora più simpatico e dà un tono più dolce al nostro Sam; sdrammatizzando i momenti più difficili.

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La vostra Sara.

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