-Parole scritte- Il diritto di contare

Buongiorno, 

eccoci qui con un altro appuntamento della rubrica. Oggi dal Marocco vi parlo di un film che mi ha colpito molto. 

 

Il diritto di contare


“ Il genio non ha razza. La forza non ha senso. Il coraggio non ha limiti “ .

Il 20 Febbraio 1962, l’astronauta americano John Glenn compie un’impresa analoga a bordo della capsula Friendship 7, riuscendo a completare tre delle sette orbite previste attorno alla terra prima di ammirare sano e salvo al largo delle Bahamas.

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In Virginia, dove si trova il Langley Research Center, uno dei più importanti centri operativi della NACA, vige ancora la segregazione razziale. Essere afro-americani non è semplice, essere donne afro-americane e avere un ruole all’interno della NACA sembrava impossibile. Tre donne riescono a fare la differenza: Mary Jackson, Dorothy Vaughan e Katherine Goble Johnson, tre donne afro-americane che -sfidano razzismo, sessismo e leggi segregazioniste- hanno dato un contributo fondamentale ai programmi spaziali della NASA, a cominciare dalla missione che portò John Glenn in orbita intorno alla Terra.

Un film spettacolare ed emozionante, in cui coraggio e passione sono le sue fondamenta.

Gli sceneggiatori hanno scelto di accentuare le difficoltà e gli ostacoli delle protagoniste in modo da dare più risalto al loro coraggio e alla loro tenacia, a discapito dell’accuratezza della storia. In questo modo l’impatto emotivo della narrazione è decisamente più forte e il film riesce, in sole due ore, a trasmettere tutta la sofferenza e la tensione dietro decenni di segregazione razziale.

Per queste ragioni, il diritto di contare è sicuramente un film riuscito, in grado di rendere perfettamente l’atmosfera di un periodo storico estremamente complesso.

Katherine Goble Johnson, sin da più tenera età mostra di avere uno speciale talento per la matematica. Si diploma a 14 anni e accede al West Virginia Black College, non ancora diciannovenne, si laura in matematica e francese. Nel 1939 è la prima donna afroamericana a frequentare i corsi di specializzazione in Matematica della West Virginia University, fino a quell’anno  di una aperti ai soli studenti bianchi. E nel 1952 fece parte della NACA nel Langley Research Center, aperta solo a donne di colore.

◾ Taraji P. Henson: Katherine Goble Johnson.

◾ Janelle Monàe: Mary Jackson.

◾Octavia Spencer: Dorothy Vaughan.

◾Kevin Costner: Al Harrison.

◾Regista: Theodore Melfi.

Le tre donne, molto abili nel loro ruolo cinematografico al tal punto da ottenere un clamoroso applauso dal palcoscenico che trasmette agli spettatori: la frustrazione, intolleranza e dissenso a causa di una colorazione più scura della pelle, una discriminazione che portò le donne a mostrare le loro abilità a qualunque scopo.

Kevin Michael Costner, un attore dalla lunga lista di lungometraggi, ovviamente film di gran successo; per ricordarne qualcuno: Balla coi Lupi(1990), Robin Hood, il principe dei ladri(1991) e infine The Untouchables(1987), tre rappresentazioni sicuramente ben riuscite, cucite medicalmente appositamente per lui.

      Le operazioni di maggior successo delle tre donne afroamericane della NASA.

Katherine Goble, inizia a lavorare presso lo Space Task Group, dove nel corso degli anni si occupa di calcolare le finestre di lancio, le traiettorie e i percorsi di ritorno di tantissimi voli spaziali, da quello di Alan Shepard – Il primo astronauta americano nello spazio – sono a gli Space Shuttle dei primi anni ottanta,passando per la Missione Apollo 11 del 1969. Una struttura riservata ai soli studenti bianchi.

Mary Jackson, nel 1958 diventa la prima ingegneria aerospaziale afro-americana in forza alla NASA. Svolgendo un ruolo importante, in particolare delle traiettorie delle missioni del Progetto Mercury e del Programma Apollo.

Dorothy Vaughan, si specializzò in elettronica e informatica a programmazione Fortran. Ha partecipato al Progetto Scout, è una famiglia di razzi vettore statunitensi progettati per lanciare piccoli satelliti artificiali e metterli in orbita attorno alla terra.

Il primo satellite ad essere lanciato con successo con un razzo Scout fu  l’Explorer 9, lanciato il 16 febbraio del 1961 tramite un vettore scout dalle isole Wallops. La sonda fu la prima di una serie di satelliti gonfiabili progettati solo per lo studio della densità atmosferica.

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La vostra Sara

 

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