Recensione: “Killing Stalking”

KILLING STALKING

di Koogi

Era da un po’ che pensavo di recensire questi quattro webtoon, come vengono definiti nella Corea del Sud, un manga a colori che incuriosisce. Ad attrarre infatti non è la trama, bensì i disegni e la stessa copertina. Il lettore si domanda, mentre si trova nel negozio davanti al manga, che cosa dovrebbe aspettarsi dalla storia. Anche adesso a distanza di mesi dalla conclusione della mia lettura mi domando cosa mi aspetterà il sequel. Killing Stalking è magnetico, cupo e alle volte maniacale, ma sa prendere il lettore e incatenarlo alla storia.

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Nonostante la perversione che traspira dal manga, si ha un confronto con dei personaggi malati (indubbiamente) che sviluppano un altrettanto sentimento malato. Non lo consiglio a chi non è abituato a letture forti, perché io stessa ci sono rimasta; ovviamente non è ai livelli di Tokyo Ghoul che mai leggerò per la mia poca resistenza. Ma Killing Stalking è carino, inizialmente non fai che insultare protagonista e antagonista finché alla fine non arrivi quasi a parteggiare per loro. Nonostante l’apparenza, leggendola con uno sguardo critico e tralasciando la superficialità, è una storia forte che insegna che gli amori sono diversi e alle volte forse troppo troppo malate.

Non so cosa aspettarmi dal sequel, ma spero mi incateni come ha fattola prima serie.

Voto:📚📚📚

La vostra Clara

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