IL RICORDO COME BISOGNO E COME OBBLIGO – 27 GENNAIO

IL RICORDO COME BISOGNO E COME OBBLIGO – 27 GENNAIO

72 anni sono passati da quando furono aperti i cancelli di Auschwitz. 72 anni di memoria, dolori e ricordi di quell’epoca così buia e crudele. I tempi sembrano ormai passati, così ci illudiamo; ma sono solo settant’anni, sembra quasi dietro l’angolo questo sterminio di anime.

Le testimonianze sono così tante: libri, interviste e film ci raccontano l’incubo della seconda guerra mondiale. Essa non fu semplicemente un guerra, perché lontano da occhi indiscreti venivano raccolti in massa uomini, donne e bambini con un solo ed unico scopo: la morte. Oggi non mi preoccuperò di controllare le parole, non occorre, il tema è già così diretto e triste.
Vivendo giorno per giorno, dipingendoci in faccia un sorriso, ci illudiamo che nulla ci può accadere in questo mondo. Ma ne siamo davvero sicuri? Siete sicuri che l’orrore non potrà ritornare?

Primo Levi ci ricorda con le sue parole: “ Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare.

L’ormai celebre Primo Levi, ci ricorda di non essere dei fantocci in mani altrui, di rimanere sempre informati e cosa più importante UTILIZZARE IL CERVELLO CHE ABBIAMO, perché non è un semplice accessorio in dotazione.

In Italia oggi, a distanza di anni sono ricomparsi partiti che osannano il fascismo e il nazismo, altrettanti attribuiscono una salvezza nel vecchio Benito Mussolini. Per quanto quelle frazioni militari abbiamo dato qualcosa ai paesi, hanno purtroppo distrutto le dignità degli uomini e ciò ha oscurato quelle uniche buone azioni fatte. Uccidere è un crimine. Prendere delle persone, caricarle in convogli come animali e spedirli in forno, è l’insulto peggiore che ci siamo auto inflitti in questa intera esistenza.

RICORDARE è fondamentale in questa vita, scegliere di vivere e di perseverare è un modo per essere felici. Oggi vi proporrò diversi libri e film per essere informati e ricordare quelle vite innocenti, che furono spogliate di qualsiasi dignità e spente come semplici sigarette.

Il primo libro che consiglio è quello che tutti almeno una volta dovrebbero aver letto, perché nella sua crudezza racconta il campo di sterminio e la stessa sopravvivenza.

SE QUESTO E’ UN UOMO di Primo Levi.

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Ho letto diverse volte questo libro, sia alle medie che in prima superiore. Era forte ma necessario per capire a pieno quel momento. Ancora oggi ricordo l’emblematica poesia che anticipa la lettura del libro, come un avvertimento sia alla lettura sia alla vita stessa.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Il secondo libro che vi propongo è

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LA NOTTE di Elie Wiesel;

dove viene raccontata e testimoniata la storia di un ragazzino che scopre tutto a un tratto il male assoluto. Elie fu deportato ad Auschwitz e Buchenwald; al termine di quel periodo infernale ha fatto per alcuni anni il giornalista in Francia e poi si è trasferito negli Stati Uniti. Questa lettura è corta, ma nelle sue poche pagine affronta un esistenza difficile, colma di dolore. Un ragazzo che affrontando quel dolore diventa un uomo a tutti gli effetti, un guerriero di vita.

Del suo libro sono stata colpita da un passo del V capitolo che potete leggere di seguito, ho avuto modo di riflettere davvero e ancora oggi mi interrogo di quella fede.

“ E io, il mistico di una volta, pensavo: << Sì, l’uomo è più forte, più grande di Dio. Quando fosti deluso da Adamo ed Eva Tu li scacciasti dal Paradiso. Quando la generazione di Noè non Ti piacque più, facesti venire il Diluvio. Quando Sodoma non trovò più grazia ai Tuoi occhi, Tu facesti piovere dal cielo il fuoco e lo zolfo. Ma questi uomini qui, che Tu hai tradito, che Tu hai lasciato tortura, sgozzare, gassare, bruciare, che fanno? Pregano davanti a Te! Lodano il Tuo Nome!>>”

Ad affascinarmi davvero fu il pensiero del ragazzo che non chinava più il capo a Dio, lottava da solo, perché lui stesso doveva vivere quella vita.

Il terzo che mi ha preso il cuore è

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IL FUMO DI BIRKENAU di Liana Millu,

è stata la prima testimonianza di una donna di quel periodo. L’ho letto in una sola notte, fu davvero importante ai miei occhi. Quel semplice libro è stato il primo di una lunga lista a portarmi a riflettere sul femminismo, nonostante parli dell’olocausto. A differenza dei libri citati prima, questo libro se letto da una donna risulta davvero forte. Questo perché come donna io ho sentito le difficoltà sulla mia pelle, nemmeno i dolori di un ciclo potevano essere paragonabili a quelle sofferenze… a quel silenzio assordante di un dolore senza fine, nel cuore e nel fisico.

“- Che cosa mai sarà di me? – ripetevo, mentre il fango schizzava intorno. – Che cosa mai sarà di me? E di Lily e di tutte quante? – Io non sentivo la paura, ma solo la tristezza della morte, e mi tormentava l’inutilità crudele di questa parentesi di esistenza sospesa tra due nulla. Io ero, ancora, e domani non sarei stata più. A che giovava la sofferenza racchiusa nei due termini? Forse un Dio mi guardava, dall’alto dei cieli? E perché mi aveva fatto nascere se ero destinata a soffrire e a sparire così? Non aveva compassione, questo Dio?
Nessuno, nel mondo e fuori del mondo, aveva compassione. Noi eravamo sole e abbandonate; nessuno e niente poteva venire in nostro conforto, nemmeno il pensiero di coloro che amavamo e che un giorno, dopo averci piante, sarebbero tornati a sorridere.”

L’ultimo libro di cui vi parlo è

LA MIA OMBRA A DACHAU– Poesie dei deportati raccolte e commentate da Dorothea Heiser.

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Una bella raccolta, esaustiva e piena dei sentimenti di quegli internati che avevo qualcosa da comunicare nel loro dolorante silenzio. L’ho letta rapita da ogni poesia e ogni parola, non erano poeti, erano persone che avevano delle parole incastrate in gola e sentivano il bisogno di metterle su carta. Davvero forte, mi ha insegnato tanto. Un ragazzo ha detto testuali parole: “Noi abbiamo preso la strada per la Siberia attraverso la Germania, la strada dell’onore al centro del disonore politico, morale ed umano.”. Mi hanno così colpito da lasciarmi interdetta per ben dieci minuti, fissando quella pagina di quel vecchio libro. Non sono le parole ad essere vecchie, anzi le ho sentite molto vicine al nostro stesso quotidiano. Spesso le azioni che siamo costretti a sopportare nella nostra consuetudine, ci sembrano così brutte senza etica eppure nel nostro silenzio continuiamo a seguirle come capre. Quel ragazzo affermando e contestando lo sbaglio, che tutti con orecchie da mercante affermavano giusto, ha avuto una forza nell’affermare la sua grandissima identità morale. Perché annuire come marionette? Non sarebbe meglio riflettere come quel ragazzo senza nome?

Vi lascio riflettere con le parole di Edgar Kupfer-Koberwitz, estrapolate dalla sua poesia “Catena dei giorni”.

“E allorché questi giorni saranno trascorsi,
colui che sarà sopravvissuto, si leverà,
solitario e muto, come albero al vento,
straniero al mondo, orfano emaciato,
innanzi a cui si passa con timore.

Nessuno oltre noi potrà capire totalmente,
nessuno potrà mai distinguere i perché.
Noi osserveremo il mondo con altri occhi,
poiché procederemo con un passo diverso,
l’anima nostra è divenuta paralizzata e curva…”

E’ una mia usanza ormai, leggere ogni anno qualcosa su questa tematica. Ho letto anche LA CHIAVE DI SARA e HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI, che però non sono riusciti a scuotermi come gli altri libri sopra nominati.

Prossimamente spero di potervi parlare dei seguenti libri che vorrei leggere. Vi lascio qui un piccolo elenco, in caso qualcuno ne avesse già letto qualcuno, apprezzerei davvero una vostra opinione. Potete cliccare su quello colorato di arancione per leggerne l’articolo ad esso collegato.

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  • Résistance di Agnès Humbert
  • L’amico ritrovato di Fred Hulman
  • Anne Frank (DIARIO) — ps l’ho già letto ma questa edizione che ho acquistato ha degli inserti aggiuntivi e vorrei parlarvene appena lo terminerò
  • Il nazista ebreo di Georg Rauch
  • I figli segreti di Hitler – di Ingrid Von Oelhafen e Tim Tate
  • Il bambino nella neve di Wlodek Goldkorn
  • Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris
  • Le assaggiatrici di Rossella Postorino
  • I bambini di Moshe di Sergio Luzzatto
  • Al servizio di Adolf Hitler di V.S. Alexander
  • Di notte sognavo la pace. Carry Ulreich
  • Le benevole di Jonathan Littell

La vostra Clara

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