Recensione: “LA STOFFA DELLE DONNE”

LA STOFFA DELLE DONNE

di Laura Calosso

(da “La vita in versi”, 1965)

Una sera come tante, e nuovamente
noi qui, chissà per quanto ancora, al nostro
settimo piano, dopo i soliti urli
i bambini si sono addormentati,
e dorme anche il cucciolo i cui escrementi
un’altra volta nello studio abbiamo trovati.
Lo batti col giornale, i suoi guaiti commenti.

Una sera come tante, e i miei proponimenti
intatti, in apparenza, come anni
or sono, anzi più chiari, più concreti:
scrivere versi cristiani in cui si mostri
che mi distrusse ragazzo l’educazione dei preti;
due ore almeno ogni giorno per me;
basta con la bontà, qualche volta mentire.

Una sera come tante (quante ne resta a morire
di sere come questa?) e non tentato da nulla,
dico dal sonno, dalla voglia di bere,
o dall’angoscia futile che mi prendeva alle spalle,
né dalle mie impiegatizie frustrazioni:
mi ridomando, vorrei sapere,
se un giorno sarò meno stanco, se illusioni

siano le antiche speranze della salvezza;
o se nel mio corpo vile io soffra naturalmente
la sorte di ogni altro, non volgare
letteratura ma vita che si piega nel suo vertice,
senza né più virtù né giovinezza.
Potremmo avere domani una vita più semplice?
Ha un fine il nostro subire il presente?

Ma che si viva o si muoia è indifferente,
se private persone senza storia
siamo, lettori di giornali, spettatori
televisivi, utenti di servizi:
dovremmo essere in molti, sbagliare in molti,
in compagnia di molti sommare i nostri vizi,
non questa grigia innocenza che inermi ci tiene

qui, dove il male è facile e inarrivabile il bene.
È nostalgia di un futuro che mi estenua,
ma poi d’un sorriso si appaga o di un come-se-fosse!
Da quanti anni non vedo un fiume in piena?
Da quanto in questa viltà ci assicura
la nostra disciplina senza percosse?
Da quanto ha nome bontà la paura?

Una sera come tante, ed è la mia vecchia impostura
che dice: domani, domani… pur sapendo
che il nostro domani era già ieri da sempre.
La verità chiedeva assai più semplici tempre.
Ride il tranquillo despota che lo sa:
mi numera fra i suoi lungo la strada che scendo.
C’è più onore in tradire che in essere fedeli a metà.

La stoffa delle donne è il romanzo scritto da Laura Calosso, che fu ispirata dalla poesia di Giovanni Giudici “Una sera come tante”.

Teresa Guerrini è la protagonista di questo intenso romanzo, che proprio in una sera come tante scappa impulsivamente dalla sua abitazione prendendo il primo aereo verso la prima destinazione che trova. Teresa si trova in una fase della sua vita in cui tutto è fermo e messo in discussione. La nostra protagonista è una donna quasi perfetta, lavora, segue i figli e accetta ogni colpo di testa del marito; quasi perché dentro di sé non si sente più forte. Teresa Guerrini vive a cavallo di due epoche con un padre ancora molto conservatore che non ammette chi non fa come lui desidera.

E’ proprio durante un monotono giorno che Teresa si trova seduta alla sua sedia in ufficio, davanti al computer e alla mail di una fattura di un operatore telefonico. La cifra è così alta da lasciarla senza parole. La sera stessa, stanca di quella vita in abbigliamento casalingo sale sulla sella della sua bicicletta e pedala verso l’aeroporto di Linate.

Teresa prenderà il primo aereo che trova e raggiungerà una città straniera, dove trascorrerà cinque giorni decisivi per la sua vita. I cinque giorni per Teresa sono simbolici, lotterà contro i suoi rimorsi e riprenderà la voglia di vivere combattendo per se stessa.

In una prima lettura è pressoché impossibile delineare l’importanza di questa lotta interiore della protagonista, solo con un ulteriore lettura sono arrivata a comprendere il valore di questo libro.

La stoffa delle donne parla di smarrimento, di mancanza di volontà… Leggendo questo libro ho provato rabbia verso tutti i personaggi con cui lei ha sempre vissuto; i figli poco interessati alla madre, il marito che nemmeno si accorge di quanto stanca sia, infine il padre che non si sforza di capire la figlia. Nonostante i sentimenti duri verso i personaggi, anche per la protagonista, questo è un libro valido per chi si trova in una crisi esistenziale come la protagonista. La lettura non è semplice, molti significati sono velati e poco intuibili per chi non ha ancora una visione piuttosto matura del mondo, ma sono essenziali per comprendere Teresa Guerrini e il suo mondo di emozioni contrastanti.

Forse, per raggiungere Amsterdam, non ero salita su uno degli aerei che la sera, dal balcone di casa, vedevo alzarsi in cielo con luci intermittenti sulle ali, ero salita direttamente sulla mia stella, la sola in grado di riportarmi alla verità delle cose.

La stoffa delle donne è dedicato ai lavoratori italiani del settore tessile, vittime dell’attentato terroristico di Dacca in Bangladesh. Questo omaggio è dato dal filo conduttore della storia, quello che mette a dura prova Teresa e i suoi rimorsi.

Voto:📚📚📚


Ditemi la vostra su questo libro, fatemi sapere qualche aspetto emozionale che avete particolarmente amato o odiato, sono davvero curiosa.

La vostra Clara.

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